Il canale YouTube della Camera, sognando l’Obama revolution


Oltreoceano, un afroamericano 47enne ha conquistato la presidenza della più grande potenza al mondo, facendo della rete non solo uno strumento, ma l’idea chiave su cui fondare il suo credo politico. È l’idea di apertura, della forza della partecipazione che apre spiragli fiduciosi verso una forma di più autentica democrazia diretta. Al di qua dell’oceano, nella nostra vecchia Italia, al pensiero dell’Obama revolution  soltanto sospiri trasognanti. Ma anche qualche sporadico miraggio.

L’ultimo è arrivato ieri, 2 marzo, alle 9.30 del mattino, quando la Camera dei Deputati ha presentato il suo canale YouTube con un video di benvenuto del Presidente Gianfranco Fini.

L’idea prende il via dalla “volontà di apertura, di trasparenza, di far capire che il palazzo, la Camera, non è il concentrato delle negatività”, dice Fini. “Sarebbe bello se soprattutto i ragazzi, prima di dire che la politica è una cosa sporca, cercassero di capire come funzionano le istituzioni, come lavorano le Commissioni, l’Aula, come si fanno le leggi”.

La parola d’ordine è dunque accorciare la distanza tra l’ente astratto dello Stato e la gente – in particolare i giovani – aprendo una “finestra di dialogo” per mezzo del web.

A tracciare il percorso era già stato il Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini, che aveva inaugurato un suo canale YouTube per rivolgersi direttamente agli studenti.

La percezione di divario tra la “casta” e i cittadini è in Italia un fenomeno dilagante, che negli ultimi anni si è tradotto in atteggiamenti manifesti di antipolitica soprattutto tra le nuove generazioni. L’iniziativa del Parlamento si muove dunque in questa direzione. Ma è concretamente pensabile in Italia una rivoluzione stile Obama?

Lo abbiamo chiesto al prof. Daniele Pitteri, docente di Sociologia della Comunicazione Politica e di Massa all’Università Luiss Guido Carli di Roma e di Marketing e Nuovi media all’Università Federico II di Napoli. La risposta del massmediologo non lascia spazio a dubbi: “Certamente no”.

“In America c’è una cultura di partecipazione pubblica alla politica molto più matura che in Italia. La campagna elettorale, ad esempio, è considerata come uno straordinario strumento di partecipazione politica- ancora prima che arrivasse Obama -, è un evento di grande mobilitazione da parte di organizzazioni stabili sul territorio e da parte di migliaia di volontari, che solo in un secondo momento si trasferiscono sul web”.

“È questo che manca in Italia”, afferma Pitteri. “Durante la Prima Repubblica, il rapporto tra l’“alto” e il “basso” era garantito dalla presenza sul territorio dei partiti, quelli popolari ma anche quelli borghesi. Con la loro disgregazione, quel rapporto si è interrotto e la politica si è spostata dai cittadini ai media. Io cittadino non posso riavvicinarmi al Palazzo finché il Palazzo sta da Porta a Porta. Deve venire a bussare alla mia di porta”.

Finché la classe politica italiana non riuscirà a recuperare la presenza sul territorio, qualunque tentativo di avvicinamento sarà impossibile, secondo lo studioso. Il web e le nuove tecnologie della comunicazione offrono uno strumento straordinario, ma il problema, dice Pitteri, è che anche quando usate, i politici continuano ad avere con i cittadini un rapporto massmediatico: da uno a molti, dall’alto verso il basso. E la distanza persiste.

E come dargli torto. Per chi è ormai abituato alla disinvoltura wired di Obama, l’approccio e il tono delle parole di Gianfranco Fini hanno un che di goffo e di stantio. “Oggi la tecnologia ci consente di utilizzare questi strumenti molto nuovi. Ci siamo detti: perché non approfittarne? Questa è la nostra sfida, a voi la risposta”, conclude nel suo messaggio di presentazione.

Che l’Italia sia disposta ad accettare la sfida posta in questi termini, sarà un’impresa tutta da vedere.

Noi, nel frattempo, ci diamo ai sospiri, Obama dreaming!

Read the article on Wired.it

This entry was published on March 3, 2009 at 8:23 pm. It’s filed under Internet, Italian, Politics, Society, Tech world and tagged , , , , , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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