Twitter sotto attacco: è cyberguerra tra Russia e Georgia?

Giovedì 6 agosto. 8am. “Questa mattina, apparentemente felice, Twitter è finito sotto un attacco dDoS. (…) Ma noi ci difenderemo”. Biz Stone, padre fondatore del più popolare microblogging al mondo, annunciava ieri dalle pagine del suo blog.

E la notizia è subito rimbalzata sulle pagine dei principali giornali al mondo. In realtà l’assalto dei pirati informatici non era rivolto solo a Twitter. Ad essere presi di mira sono stati contemporaneamente Facebook, Google, LiveJournal e YouTube. Ma i problemi ai loro servizi sono risultati minori rispetto a quelli causati a molti dei 45milioni di “cinguettatori” che, per più di due ore, non hanno potuto aggiornare il loro status.

Cosa c’è dietro questa offensiva hacker? Opera di spammer? Botnet? Semplici pirati informatici? Tra le ipotesi delle ultime ore spunta la possibilità di quella che sembrerebbe una guerra cyber, giocata con le armi della web censura. E l’incidente rischia di diventare un caso di politica internazionale.

Secondo Bill Woodcock, direttore dell’organizzazione non profit Packet Clearing House, l’attacco informatico sarebbe addirittura un’estensione online del conflitto russo-georgiano. Target degli hacker sarebbe infatti un singolo utente il cui account è presente su tutti i servizi che ieri sono stati presi di mira. Cyxymu (dal nome di una città della Georgia) è il blogger filogeorgiano che i russi avrebbero cercato di zittire.

Non è chiaro da chi esattamente sia partito l’attacco, ma l’agenzia americana sostiene di essere in grado di individuare la regione di origine, che coinciderebbe con l’Abcasia, un’area sul Mar Nero oggetto di scontro tra Russia e Georgia.

Del resto, non sarebbe la prima volta che il conflitto nella regione del Caucaso assume le sembianze – meno sanguinose – di una cyberguerra. Già nell’agosto dello scorso anno la Georgia aveva accusato la Russia di aver attaccato alcuni siti chiave del governo georgiano, compreso quello del Ministero degli Esteri.

Da casa Twitter non giungono finora né smentite né conferme. Sul suo blog, Biz Stone stamattina si è preoccupato di rassicurare gli utenti che il cinguettìo era “back in action”. Ma ha esplicitamente detto di non voler fare speculazioni circa i motivi che stanno dietro “quel che sembra un unico attacco ingegnosamente orchestrato”.

Di Maria Teresa Sette
From Wired.it

This entry was published on August 7, 2009 at 10:54 pm. It’s filed under Activism, Blogosphere, Civil rights, Internet, Italian, Politics and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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