Wireless low cost contro la povertà in Amazzonia: lo realizzerà un team torinese

Dayuma è un villaggio nella provincia orientale dell’Ecuador, una delle regioni più povere e più remote della foresta amazzonica. Quella di Orellana è la più giovane provincia dell’Ecuador, con un territorio molto vasto che si estende dalla capitale, Puerto Francisco de Orellana (comunemente detta Coca), fino al Perù.

A soli 40 km da Coca, il villaggio di Dayuma è collegato con la capitale e con gli altri villaggi della regione soltanto per mezzo di strade sterrate. E le inadeguatezze dei trasporti e delle infrastrutture di comunicazione relegano la vita degli abitanti a condizioni di estrema povertà: l’isolamento rende impraticabile per la popolazione l’accesso a qualunque servizio, dalla scuola alla sanità.

Ma a partire da ottobre, gli abitanti di Dayuma potranno essere collegati non solo alla capitale, bensì al mondo intero, via wi-fi.

A portare la connessione internet fino a questo remoto avamposto nel cuore della giungla amazzonica saranno 5 ricercatori dell’iXem Labs del Politecnico di Torino. Il team, capitanato dal professor Daniele Trinchero, sta per realizzare un sistema di connessione wireless che partirà da Dayuma, per poi estendersi negli altri villaggi della regione.

Il progetto Fighting the digital gap in Amazonian Ecuador prevede l’aiuto diretto della popolazione – coordinata da una ONG del loco, oltre che dal team torinese – e coinvolgerà tecnici e piccoli imprenditori locali. Mentre a garantire la copertura finanziaria saranno le municipalità coinvolte nei servizi.

Il sistema wi-fi si basa su una tecnologia sviluppata dai ricercatori del laboratorio torinese e già testata lo scorso anno sul Monte Rosa: un trasmettitore realizzato con il 90% da materiale elettronico recuperato da vecchi pc, basato su un software open source, e capace di trasmettere a 100 km di distanza con una velocità che arriva fino 15 Mb al secondo.

Sin dal 2006, infatti, i ricercatori di Torino stanno lavorando per perfezionare un sistema di connessione wireless per le lunghe distanze e in grado di funzionare in condizioni meteorologiche e ambientali ostili.  “Le ricerche sulle tecnologie avanzate contro il digital divide sono nate come una costola dell’iXem”, ci racconta Daniele Trinchero, “Quello che volevamo fare arrivare è l’idea che per superare il gap digitale tra l’Occidente e Terzo Mondo, e quello presente tra regioni dello stesso Paese, occorrono sistemi wireless a basso costo e che non richiedano la gestione di personale tecnico qualificato”.

Un wireless low-cost, insomma, per abbattere la povertà e l’esclusione delle popolazioni più svantaggiate nel mondo. Questo è quello che gli ingegneri del Politecnico si sono messi in testa.

E per dimostrarlo, a maggio dello scorso anno, si sono niente di meno che avventurati fin sulla cima del Monte Rosa per installare il trasmettitore wireless più in alto d’Europa. “Ė stata un’iniziativa a titolo pienamente dimostrativo, sebbene abbia poi portato dei reali benefici. Abbiamo dimostrato che portare inclusione anche nei luoghi più impervi non solo è possibile, ma si può fare a basso costo, con materiale di riciclo e con strumenti open source di facile implementazione e gestione”, dice Trinchero.

E così, dalle Alpi alle Ande. Gli ingegneri dell’iXem a fine settembre si recheranno nel villagio ecuadoriano dove insegneranno alla popolazione locale ad assemblare, aggiornare e gestire il trasmettitore wireless. “La provincia di Orellana, in Amazzonia, rappresenta un tipico caso dove servizi IP e accesso a internet attraverso connessione a banda larga possono incoraggiare lo sviluppo sociale ed economico locale, favorendo l’inclusione della popolazione ed evitando la migrazione di massa delle risorse umane”, afferma il professore.

La connessione fornirà agli abitanti dei villaggi amazzonici servizi di insegnamento a distanza e telemedicina: attraverso collegamenti intranet con le scuole e infermerie della capitale.

“Ma non ci sentiamo dei colonizzatori”, si schermisce il professor Trinchero. “Quello che vogliamo, è diffondere la consapevolazza sull’uso di internet. Perché è chiaro che l’accesso agli strumenti di comunicazione, per i paesi in via di svipuppo, è ormai da considerare alla stregua di beni primari. Come l’acqua e il cibo”.

Di Maria Teresa Sette
From Wired.it

This entry was published on August 25, 2009 at 8:37 pm. It’s filed under Blogosphere, Civil rights, Internet, Italian, Society, Tech world and tagged , , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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