I murales sono arte oppure no?

Circondati da un’aura di fascino e mistero ma anche feroce disapprovazione, sgattaiolano via dalle loro tane nottetempo, e armati di bombolette spray, “imbrattano” muri, treni e bus delle nostre città.

C’è chi li ama e c’è chi li odia. C’è chi li eleva al rango di artisti dissacranti e originali, a cui dedicare uno spazio nel mondo ufficiale dell’arte: è quel che è successo ai Beautiful Losers, diventati il movimento per eccellenza della cultura post pop nella New York degli anni ’80. E c’è chi invece, come il sindaco di una cittadina nel Comasco, ci mette una taglia sopra le loro teste, incitando i cittadini a denunciarli come molesti teppisti urbani.

Chi sono questi writer? E la loro, è arte o vandalismo?
Un dibattito infinito che, ora, in Gran Bretagan, verrà risolto con un referendum online. E non è un caso che la proposta arrivi da Bristol, città di Banksy, il graffitaro più quotato al mondo.

La decisione del sindaco della città inglese arriva all’indomani della chiusura della mostra “Banksy v Bristol Museum” che, da giugno al 31 agosto, ha attratto il numero stratosferico di più di 300,000 visitatori, con file che arrivavano fino a sei ore nel fine settimana.

Geniale dissacratore, il misterioso writer ha cominciato a farsi notare nei primi anni del 2000 disseminando i suoi stencil sui muri di Bristol prima, e di Londra e altre città in giro per il mondo poi. Dando il via ad una vera e propria caccia all’opera d’arte negli angoli più reconditi delle città.

Nonostante abbia ormai raggiunto fama mondiale e riconoscimento dal mondo dell’arte istituzionale, e nostante le sue opere siano entrate nei musei, lo sfuggente “stencilaro” non resiste alla tentazione di lasciare le sue impronte sui muri delle città con i suoi murales provocatori e i suoi slogan anticapitalistici.

Esasperato dalle polemiche contrastanti, il sindaco di Bristol ha indetto un referendum con cui saranno i cittadini a decidere se far ripulire muri e staccionate dai murales, oppure se lasciarli dove sono in quanto arte. Sul sito web del comune verranno postate le foto dei graffiti sui quali i cittadini saranno invitati a dare le proprie opinioni pro o contro.

Una iniziativa simile era già stata avviata quando, nel 2005, su un edificio del comune di Bristol era improvvisivamente apparsa un’opera di Banksy raffigurante un uomo nudo appeso fuori dalla finestra, mentre la sua amante (e il marito di lei?) sono affacciati a cercarlo. In quella occasione le istituzioni avevano indetto un sondaggio online e il 93 per cento dei votanti scelse di non far rimuovere il murales.

Ma le polemiche si sono già scatenate. Il critico d’arte Brian Sewell si dice allarmato dalla decisione, sostenendo che “è una follia affidare una scelta di questo tipo all’opinione pubblica che spesso di arte non ci capisce un tubo”.

Read the article on Wired.it


This entry was published on September 1, 2009 at 9:49 pm. It’s filed under Arts, Blogosphere, Civil rights, Italian, LondonEye, Photo story, Society and tagged , , , , , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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