Manifesto: I grandi maestri del design

“Il giorno che abbiamo deciso di mettere in piedi Manifesto era primavera, passeggiavamo per Milano e ci lamentavamo – lo facciamo abbastanza frequentemente a dire il vero – del design inutile. Ovunque ci rivolgessimo vedevamo poster, soprammobili, automobili, volantini, insegne, panchine, edifici e copertine di libri che, al di là del valore estetico, celavano una tragica povertà di significati”.

E allora decidono di buttare giù due righe ai grandi nomi internazionali del design, “loro maestri”, invitandoli a stilare un proprio manifesto programmatico: un compendio delle loro idee – serie o irriverenti, inedite o preparate ad hoc – sull’attività e sul processo creativo del fare grafica. Tredici di loro rispondono, e così nasce una mostra. In Italia, precisamente a Treviso.

Inaugurata il 12 settmebre, l’allestimento (a cura dello Studio Zaven) rimarrà in mostra fino al 31 ottobre presso la Galleria XYZ.

X come grafica, Y come design e Z come fotografia sono i tre assi cartesiani su cui si sviluppa l’attività della Galleria. Nata nel 2008 come alternativa indipendente e no profit alle gallerie d’arte tradizionali, è gestita da Tankboys, ovvero Lorenzo Mason e Marco Campardo – già fondatori nel 2005 dell’omonino studio di grafica e comunicazione – che hanno organizzato l’esposizione insieme al al copywriter e scrittore Cosimo Bizzarri.

Da Milano ad Amsterdam, da Londra a New York, Manifesto mette insieme, per la prima volta in Italia, le tendenze più significative che hanno fatto la storia del design contemporaneo.

Bob Noorda, Enzo Mari, Daniel Eatock, Edenspiekermann, Ken Garland, Bob Gill, KesselsKramer, Ellen Lupton, Bruce Mau, Mike Mills, Bre Pettis & Kio Stark, Stefan Sagmeister e Massimo Vignelli sono i grandi nomi che mettono a nudo attraverso i loro manifesti, i principi fondanti e le ragioni ultime del loro lavoro. Visitare la mostra è un po’ come aggirarsi tra le loro scrivanie, aprirne i cassetti, spulciare nei loro portamatite o curiosare nei desktop dei loro computer.

“La mostra è dedicata soprattutto ai giovani talenti creativi – spiegano i curatori – Pensiamo che metterli di fronte ai manifesti dei grandi maestri del design sia un modo per sottolineare che ogni lavoro comporta inevitabilmente fatica, assume un valore etico e ha una ricaduta sociale”.

Maria Teresa Sette
From Wired.it

This entry was published on September 22, 2009 at 9:13 pm. It’s filed under Activism, Arts, Italian and tagged , , , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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