L’arte di un mondo che cambia


Mentre a Copenaghen in queste ore si aprono i lavori della quindicesima conferenza Onu sui cambiamenti climatici, a Londra 35 artisti riflettono sul futuro della Terra che cambia.

Lo spettacolo inquietante dei mutamenti climatici e ambientali sta andando in scena sotto i nostri occhi a una velocità vertiginosa. Ma come realmente immaginiamo il nostro futuro di esseri umani in transizione verso un mondo diverso? Intorno a questa domanda ruota la mostra Earth: Art of a Changing World che, inaugurata giovedì 3 dicembre nell’ambito della seconda rassegna GSK Contemporary, rimarrà aperta fino al 31 gennaio 2010 presso la Royal Academy of Arts.

Gli artisti provengono tutti da background diversi, alcuni di loro sono attivamente impegnati sul fronte delle tematiche ambientali, altri affrontano l’argomento in maniera indiretta, sublimata. Tra le opere in esposizione c’è anche l’installazione di Alessandro Marianantoni che, insieme all’artista Marcos Lutyens, ha creato per la Royal Academy un’opera interattiva che prende spunto dagli elementi della natura per incoraggiare una riflessione profonda sulla relazione di armonia/disarmonia tra uomo-Terra.

È una mostra visionaria, provocatoria e suggestiva, senza pretese di moralismi o catastrofismi: ciascun lavoro è diverso dall’altro ma tutti colpiscono per lo straordinario impatto estetico e sperimentale.

Nell’ultima sezione della mostra allo spettatore si apre una visione di speranza, per quanto filtrata sempre dalla lente della realtà. Sulla scia di un mondo che cambia, le opere ci mostrano come altrettanto sta mutanto il nostro comportamento umano di fronte ai disastri naturali e di fronte al deturpamento della bellezza del pianeta che noi stessi stiamo provocando. E a cui solo noi possiamo decidere di mettere un freno.

Maria Teresa Sette
From Wired.it

This entry was published on December 7, 2009 at 9:38 pm. It’s filed under Arts, Italian, Society and tagged , , , , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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