I vecchi libri di Rama

Rama Bookstore in Goa

“Mi è rimasta l’esperienza di un viaggio nella terra appartenuta a lontani progenitori, di un ritorno alle antiche condizioni di fanciullezza dell’umanità e un profondo rispetto per lo spirito dell’Oriente”.

Leggo sulla quarta di copertina del libro che ho appena comprato. E’  una vecchia edizione Mondadori del 1990 di Dall’India di Herman Hesse. Stava su uno scaffale insieme a centinaia di altri libri ordinati alla rinfusa nella libreria di Rama. Una stanza buia, annebbiata dalla polvere e dalla sabbia rossa, colma di libri usati da cima a fondo, vecchie riviste, scarpe rotte dimenticate in un angolo.

Passandoci davanti non ho saputo resistere. Sulla facciata bianca di un muro marcio campeggia una scritta di vernice rossa e azzurra sbiadita e dallo spelling creativo: Rama Books and Jewellery – Books: German – English – French – Italian – Nederlands – Swedish – Danis – Spanish – Japanese etc Ornament Maker – Repairer – Valuer

Rama ha una lunga barba bianca da vecchio sadu, canottiera e pantaloni sudici, occhi brillanti. Sta seduto su uno sgabello dietro un tavolino basso e ti accoglie con un sorriso. Quella stanza tappezzata di libri è anche casa sua, da una porta aperta al centro della camera si intravede un letto, qualche oggetto appeso alle pareti, due donne sedute a terra intente in qualche lavoro manuale.

Alla fine degli anni ’80, Goa era ancora per poco la culla della cultura hippie, la meta obbligata per freak occidentali e nostalgici sessantottini che fuggivano qui in spregio a ogni consumismo e alla ricerca di un percorso spirituale , alias party selvaggi, droghe, promiscuità.

Fu in quegli anni che Rama ricevette in regalo da un viaggiatore di passaggio il suo primo libro. Nient’altro che un piccolo dono, segno di amicizia. Ma a Rama quel gesto dischiuse un mondo. Da quel momento, collezionare le letture dei viaggiatori di tutto il mondo che passavano da Goa è diventato per lui una professione. Romanzi e diari di viaggio, classici della letteratura mondiale, cartoline e fiabe, saggi di storia e letteratura, fotografie e vecchie stampe, riviste e quotidiani ingialliti. In trent’anni, Rama ha messo su un archivio multilingue di letture e ricordi sbiaditi, esperienze e utopie dimenticate, una raccolta da cui ogni viaggiatore può attingere e a cui a sua volta può contribuire lasciando in eredità al viandante successivo un pezzetto della propria esperienza indiana.

This entry was published on November 15, 2010 at 10:46 am. It’s filed under Italian, Loose thoughts, Travel and tagged , , , . Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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