La mia prima esperienza da Couchsurfer: Mike, Kate e Carmela

Se mai avessi avuto qualche ripensamento sulla decisione di surfare i divani californiani, tutto è svanito in un batter d’occhio l’attimo in cui ho incontrato Mike. 27 anni di simpatia e un lavoro come digital marketing manager in un blues café di San Francisco. Mike è il primo ad offrirmi un tetto nella città sulla Baia. Il suo appartamento di due camere è a Richmond district, a due passi dal Golden Gate Park. “Il mio coinquilino è via, se vuoi puoi stare in camera sua”, mi dice facendomi entrare in casa. Dopo cinque minuti mi sento già a casa mia.

Mike non ha mai surfato il divano di nessuno fino ad ora. Ma ha ospitato oltre una decina di persone tra Los Angeles – dove è nato e vissuto fino a un anno fa – e San Francisco. “Ho cominciato a ospitare viaggiatori con l’intenzione di crearmi una reputazione su CF, cosí sarebbe stato piu facile chiedere a mia volta ospitalità durante i miei viaggi” racconta. Ma poi, piú giramondo passavano sul divano del suo soggiorno più capiva che era diventato un modo straordinario per conoscere gente da tutte le parti del pianeta. “Il lavoro e le finanze non sempre mi permettono di prendere una valigia e partire così tanto come vorrei – dice – e grazie al couchsurfing, è il mondo che viene da me”.

Poiché io occuperò la camera del suo coinquilino e il il divano del soggiorno è libero, Mike ha deciso anche di accettare una richiesta di couchsurfing last minute. Kate arriva in serata. Un’effervescente scozzese di Edimburgo, insegnante di scienze alle high school e un curriculum fenomenale da globe trotter. Da otto mesi girovaga dal Sud Est Asiatico all’Australia, dalla Nuova Zelanda al Sud America e gli Stati Uniti, dormendo sui divani di amici, conoscenti e sconosciuti. Il mio primo weekend di couchsurfing si preannuncia interessente: sono in una città meravigliosa con due neo-coinquilini adorabili. (Sarà ancora più divertente di quanto immaginassi).

Soltanto a fine serata, quando sto per andare a letto, noto che in casa c’è una quarta presenza. È rimasta nascosta per tutto il tempo in una teca dietro allo schermo del computer. “Ah si” esclama Mike, “Ho dimenticato di presentarvela”. La mia terza coinquilina si chiama Carmela. E’ un pitone.

 

This entry was published on June 20, 2013 at 1:26 am and is filed under Travel, Uncategorized. Bookmark the permalink. Follow any comments here with the RSS feed for this post.

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